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The Freak Fandango Orchestra – Tales of a dead fish

La vita è fatta anche di divertimento, di allegria e di immagini e suoni bizzarri e ilari, e The Freak Fandango Orchestra è decisamente d’aiuto in tal senso. Basti iniziare dal titolo del disco: Racconti di un pesce morto. I Monthy Pyton riuscirono a far presentare un loro film (Il senso della vita) da dei pesci. Ora ci si immagina che uno di essi ci abbia lasciato e che abbia da raccontare. In realtà si inizia con un allegro requiem per lui ed addirittura la morte diventa motivo per ballare. Poi si continua con i titoli e il secondo brano si chiama In ritardo come al solito (Late as usual) che va in netto contrasto col titolo della penultima: All’inizio (At the beginning). Non è dato sapere quanto di voluto ci sia in questo gioco di titoli, ma lo si trova e mi diverte. E’ un gruppo composito da diverse persone con diverse provenienze e culture d’origine uniti dalla voglia di muoveri a suon di note. Il risultato c’è e si fa sentire. Si dice i riferimenti siano la No Smoking Band, Emir Kusturika compreso, ed i Gogol Bordello. Gipsy Punk e Balcani insomma. Sicuro che questi elementi ci sono, sopratutto nelle idee di fondo. La realtà si sa esser molto più complessa e pensar ai FFO come un clone dei precedenti sarebbe a dir poco riduttivo. In realtà le influenze sono decisamente maggiori accrescendo così una propria personalità e valore al loro lavoro. Basta ascoltarli.
Buon divertimento!

The Freak Fandango Orchestra - “Tales of a dead fish”

1- Requiem for a fish
2- Late as usual
3- Balkan beats
4- No means no
5- Hitman’s lovesong feat. Paola Graziano
6- At the beginning
7- Hitman’s lovesong

Anno: 2011
Provenienza: Spagna
Netlabel: ?
Genere: Gipsypunk, Balkan
Download: Mediafire

The Freak Fandango Orchestra nel web:
Sito Ufficiale
Bandcamp
Jamendo
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Jardin de la Croix – Pomeroy

Non inganni il nome, siamo a Madrid, in Spagna. Pomeroy è il primo album dei Jardin de la Croix uscito nel 2008 dopo che la band si formò nell’anno precedente. La formazione è, se possibile definirla così, standard: due chitarre, basso batteria. Fondamentalmente strumentali. Genere progressive rock e math. Ambedue. I confini delle definizioni al solito sono molto labili, quindi inutile soffermarcisi sopra. Di sicuro il rock si fa sentire, molto, e molto piacevolmente. I ritmi molto spesso sono veloci, ma non appesantiscono i brani con effetti impegnativi o tirano eccessivamente in lungo i ritmi. Alternano. Si hanno cambi di tempo frequenti, che rendono le canzoni molto agevoli all’ascolto. Ai momenti di sclero segue la calma. Si sente una voce. Ma non disturba. Fa sentire che c’è, ma non invade. La musica sono gli strumenti che la fanno. Che tengono la scena. Che ci descrivono diversi stati d’animo, uno in sequenza all’altro. Ma non necessariamente in ordine. Altre volte “giocano” con le scale: battibecchi tra chitarra e basso, poi interviene l’altra chitarra. E il rock riemerge. Personalmente mi coinvolgono molto certe sonorità, di tutti gli strumenti, in particolar modo di una chitarra. Nel complesso un disco molto omogeneo e con una propria personalità: come avessero messo un proprio marchio. A distanza di qualche tempo dal primo ascolto che feci, sono ancora qui ad ascoltarlo con molto piacere. Quindi non posso che consigliarne l’ascolto e appoggiarli nel loro lavoro.


Jardin de la Croix – “Pomeroy”
1- Polihedron
2- Jesse Harding
3- Suomi
4- Boston Steamer
5- Antioquia
6- Synaesthesia

 

 

Anno: 2008
Provenienza: Madrid, Spagna
Netlabel: MasterToaster
Download: Mediafire
Genere: Math, Post Rock

Jardin de la Croix nel web:
Sito Ufficiale
Myspace
Bandcamp
Archive
Jamendo

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