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Gli Heavy Metal – Gliheavymetal

Si può iniziare con due semplici informazioni: primo che Gli Heavy Metal raggiungono l’articolo plurale per una sorta di minimo sindacale: sono in due e rispondono ai nomi di Alessandro Denti e Alessandro Di Nino. Il secondo Alessandro conosciuto anche come Mr Diniz, il primo già conosciuto anche su questo blog come Due Samoani (vedi Saturae Cubiculae, ma sarà il caso di aggiornare anche sulle altre uscite). Questa volta hanno raggiunto il numero due presente nell’altro progetto, ma nel nome si sono portati avanti utilizzando un plurale a tutti gli effetti. Sempre un passo avanti. Beh, credo di sì. Il contenuto è un passo avanti. E qui arrivando ai brani :sempre due ma dal grande minutaggio. I cabalisti ormai dovrebbero essere iperattivi su questa ricorrenza. Ma li lascio volentieri ai loro voli pindarici. La relazione che mi può interessare è che due brani non vuol dire necessariamente brevità del totale: in altri campi musicali, quelli pomposi ed autoglorificanti, si parlerebbe di due suite. Mi accontento dell’ostello, ma di quelli che ti da il massimo con i mezzi a disposizione: il risultato finale sarà decisamenti migliore. Ed è questo uno dei casi. Tant’è che la seconda informazione, che già all’inizio volevo passare, la riporto ora, e riguarda il genere. L’heavy metal presente nel nome stesso del duo: tranquilli, o agitatevi in senso opposto, è presente. Se ci si aspetta un metal anni 70/80… beh, siamo anche nel duemiladodici… sarebbe come aspettarsi Elvis Presley se si parla di rock… Sicuramente il tempo fa il suo corso, non in quanto fa invacchiare determinati musiche, ma in quanto le fa evolvere. Un’evoluzione intesa come cambiamento, fine a se stessa e figlia del proprio tempo, che non comprenda un giudizio morale o estetico assoluto, anch’essi cambiano a secondo del periodo, del contesto financo arrivare alla singola persona. Inizia il balletto delle etichette, messe anche in calce al post, ma qui un minimo ragionate. Sicuramente si ha del noise, pervadente, incalzante, lietmotiv di tutto il disco. Un noise inteso quasi in senso letterale, rumore. E il rumore è onnipresente, è nel suo stesso essere destabilizzante e destrutturalizante. Nella ricerca musicale più elevata fino ad arrivare anche al field recording ciò che si cerca è un suono pulito, equilibrato, senza interferenze. Senza rumore. Qui un brano metal che potrebbe durare una manciatina di minuti si dilata, si sporca, ritorna con i piedi per terra. Ormai e a tutti gli effetti quello che potrebbe esser inteso come metal è evoluto, forse in qualcosa d’altro, o forse in qualcosa che già c’era e semplicemente non si voleva vedere. Nel balletto sicuramente ci sono anche molti altri elementi, si trova la psichedelia, dello space rock (sempre quello influenzato da un suono sporco), dell’acustico (non dimentichiamoci di Just Guitars sempre di Denti come Due Samoani), financo ad arrivare a dello sludge (da intendersi come “fusione” dello stoner, già rock pesante e psichedelico, al metal corrente doom). Ma nel gioco un’intepretazione alla fine da considerarsi veritiera nella sua parte giocosa la da il duo stesso con una immagine. Quale? Si trova nella loro pagina facebook e linkata anche qui da qualche parte.

Comunque al solito un’ottima uscita, un’ottimo lavoro, una grande libertà sonora che si spera continui ad esser profusa.

 

 

Gli Heavy Metal – “Gliheavymetal”

1- Lato A

2- Lato B

 

 
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Netlabel: Paragrafo Records
Genere: Strumentale, Noise, Psichedelico, Space rock, Metal, Sludge
Download: Mediafire

 

Gli Heavy Metal nel web
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Articoli
Net Music Life

 

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Psi Corps – Shadow Creatures

Se si cerca Psi Corps (o meglio Ψ Corps) in rete attraverso i motori di ricerca è indubbiamente difficoltoso riuscire ad approdare in pagine che abbiano a che fare con la musica. Cercando invece Alisa Coral si incrementano decisamente le probabilità. Il trucco è facile intuirlo, poiché Psi Corps non è il nome di un gruppo musicale ma il nome di un progetto portato avanti dalla stoica Alisa Coral. Già produttrice – musicista – compositrice e altro ancora degli Space Mirrors definito come International Space Metal Collective, “suo” progetto principale. Produttrice e ingegnere del suono dei già citati Vespero, dei Sendelica, Kalutaliksuak, The Re-Stoned e molti altri ancora… Dire che viva di musica è affermare che l’acqua è bagnata… Non di certo rimane con le mani in mano… Neppure quando decide di leggere. Avete presente quando vedete un film, preferibilmente muto, e vi immaginate come potrebbe esser la musica migliore. C’è chi lo ha pensato leggendo un libro. E ne ha tratto una colonna sonora, più di una volta. Questo è la colonna sonora di “Creatures of Light and Darkness” di R. Zelazny, tradotto in italiano letteralmente come “Creature di Luce e Oscurità”. Il confronto con il libro credo sia un percorso da fare, da sperimentare. La musica creata è imponente, impegnativa, densa come una nebbia che ti avvolge e oscura come una notte senza le stelle. Sembra cercare tutti gli spazi vuoti che possano esistere tra i nostri atomi ed impadronirsene, prendervi spazio per poi non andarsene più. Il tutto con una certa calma. Non c’è bisogno di correre. Ovunque tu possa essere ormai sei circondato. Seduto su una pietra inizi a farne parte. A far parte dell’ambiente che ti circonda. Un ambiente cupo, notturno anche di giorno, perché in una foresta fitta di alberi la luce difficilmente riesce a penetrarvi fino in fondo. No, non è un ascolto leggero. No. Sicuramente evocativo. Sono quattro brani, ma ne vale molti di più.

 

 

Psi Corps – “Shadow Creatures”

1- Thrugh the shadow realms

2- Temporal Fugue – The fight

3- Thing that cries in the night

4- Skaggaunak abyss

 

Anno: 2010

Provenienza: Russia

Netlabel: Accessory Takes, Raig

Genere: Space Rock, Kraut RockStrumentale, Book Soundtrack

Download: Mediafire, Opendrive

 

Psi Corps nel web

Myspace

Free Music Archive

 

Articoli

Sea of tranquility

Metal Library (Russo)

 

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Drunken Gunmen – Deep Space, Distant Future

Space rock. Si parla di questo. Tre persone che miscelano strumenti “base” del rock, basso, batteria, chitarra e voce, con molte tastiere e programmazione. In alcuni casi l’aspetto elettronico è decisamente predominante, a partire dalle percussioni in altri casi si “limita” a elementi che paiono di sottofondo. Paiono, e lo sottolineo. In realtà si insinuano. Si mescolano. Si sommano alle distorsioni. Alla voce che sembra parlare, sussurrare  attraverso una scatola di cartone. E alla fine della somma non ha più importanza quali siano gli elementi da cui sei partito, ma solo il totale. Si viaggia nell’etere. La Terra la si vede da lontano, ma non tanto. Si è ancora nella sua sfera magnetica. Ancora se ne distinguono le parti di terraferma: l’Australia è li sotto. Lì sotto e si fa sentire. Eccome. Il suo caldo desertico c’è. Arriva pure quassù. Il serpente che scivola sulle pietre sembra di poterlo toccare, sembra volerci ammaliare. La calura, l’arsura ci raggiunge. Le orecchie ascoltano lo spazio, il corpo sente la terra. Poi finalmente arriva la notte, e si comincia un viaggio tra le luci di una città immaginaria: o sono le stelle? Forse proprio siamo proprio lì, nel mezzo. Non ci si allontana neanche quando la voce lascia tutto agli strumenti, rinfrescano. Un’oasi? Possibile. Magari un alligatore compare. I pistoleri saranno anche ubriachi, ma due cose sono sicure: uno che sono molto legati alla loro terra e che ce lo fanno sentire; due che lo spazio è lì pronto ad esser toccato con la punta del dito. O forse è il contrario? basta lasciarsi cullare in questo binomio particolare, cielo e terra separate ma contemporaneamente presenti. Un piccolo sdoppiamento. L’ascolto non è affatto macchinoso, forse alle volte le basi sono troppo artificiose, ma altre volte sono perfette. Un quarto elemento alle percussioni e sarebbe stato l’ideale. Ma se piacciono calura e spazio ci siamo. E ci sono. 



Drunken Gunmen – “Deep Space, Distant future”

1 – Journey to the far side of the Sun
2 – The thousand light year stare
3 – Solar Traverse
4 – We are visitors to your galaxy
5 – The space machine
6 – Infused
7 – Mr Moon
8 – Shivas decent
9 – Cosmic timebomb
10 – Fractal parsec

Anno: 2003
Provenianza: Melbourne, Australia
Etichetta: Spaced Out Sounds
Download: Mediafire, Archive
Genere: Space Rock, Kraut Rock, Progressive, Instrumental

Drunken Gunmen nel web:
Archive
Myspace
Jamendo
Reverbnation

Articoli:
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