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Costantina – Pacifico

Costantina non è un nome proprio femminile, bensì quello di un gruppo brasiliano. Pacifico invece è il nome di un disco, ma non lo si pensi come nome oceanico o aggettivo. Disco che al di là di giochi linguistici presenta invece giochi musicali, in cinque fasi, o brani. A dirla tutta gli stessi non è la prima volta che vengono interpretati, quattro di essi eran già stati pubblicati nell’album Haveno, loro lavoro del 2011, e un quinto già presente in iHolaAmigos!. Semplicemente si potrebbe pensare ad una carenza di idee, oppure a troppa fretta nel voler uscire con degli album. Sulla velocità potrei anche esser in parte daccordo, ma a prevalere è un’altra idea: non sono una di quelle band sotto etichetta maggiore che per contratto devono far uscire un tot di musica all’anno, a costo di ripetersi. Al contrario e più semplicemente sono decisamente creativi. Penso che per loro la musica sia un magma in continuo ed estenuante movimento. La stessa formazione cambia di periodo in periodo, si allarga, si stringe, trova collaborazioni. E ad ogni movimento viene moodificato qualcosa, in maniera creativa. Una registrazione quindi non risulta che essere un fotogramma di un magma in continua evoluzione. Sempre di lava si parla, dove la lava sono i Costantina stessi, e il suono che sentiamo in quel preciso momento è il muoversi stesso della materia. In questo caso hanno avuto delle collaborazioni anche dall’esterno, che con la loro presenza hanno contribuito a dare ulteriore varietà al risultato finale. Non penso che si possa dire che abbiano coverizzato se stessi, in azione autofaga, semplicemente hanno parlato con tono di voce differente. Da tutto questo continuo divenire è difficile trovare una definizione che non sia il nome del gruppo stesso, ci si dovrà accontentare di etichette già obsolete nel momento in cui vengono trascritte, come post rock e strumentale. I brani sono lunghi, quindi è sconsigliato un ascolto a chi predilige il formato radiofonico. Lunghezza per altro che trovo necessaria ad esprimere emozioni che difficilmente possono esser rinchiuse in troppi reticolati senza snaturarne l’esistenza. Non è detto che tutti riescano ad entrare necessariemente in sintonia direttamente, non è detto che si riesca a cogliere tutti i passaggi ad un primo ascolto, di sicuro invece è che siano lavori da ascoltare, con la curiosità di quello che potrebbe aspettarci il futuro.

 

Costantina - “Pacifico”

1- Constantina & Franny Glass – Juan El Marinero
2- Constantina & Wado – Monte Roraima
3- Constantina & Matéria Prima – Cubo Magico
4- Constantina & Franny Glass – Pequenas Embarcaçoes
5- Constantina & Vocés.You.Ustedes – Bagagem Extra

 

Anno: 2012
Provenienza: Brasile
Netlabel: …
Genere: Post Rock,, Strumentale
Download: Mediafire
Costantina nel web:
Sito Ufficiale
Soundcloud,
Bandcamp
Myspace
Youtube
Vimeo

Articoli:
Hominis Canidae

Pagina specifica sull’album Pacifico qui.

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Bridges of Königsberg – The Five Colors

Non se ne abbiano i Bridges of Königsberg se il testo di questo post risulterà avere poche parole e magari neanche troppo eclatanti e/o urlate. In molti casi, nella maggior parte dei casi, ciò che conta in un disco è l’ascoltarlo stesso e lasciarcisi coinvolgere. La mia opinione sarà stringata e da considerarsi quasi sottointesa. Un disco che merita l’ascolto. Ciò su cui mi potrei soffermare sono i perché. Un bel disco? Beh, tendenzialmente se lo propongo senza già nell’incipt del discorso dirne pesta e corna è perché da ritenersi meritevole. Ci si potrebbe chiede: ma quanto interessante? Per una persona quale sono io che apprezza il genere post rock e la struttura strumentale dei brani è molto interessante. Vi sono tocchi personali del genere ma anche richiami ad altri dischi del genere (vedi per esempio gli I’m the architect). Ci sono momenti più distorti e accellerati, come delgi urli in atmosfere invece più tipicamente cupe. Ci sono spazi prettamente narrativi ed atmosferici. Ci sono dei notturni ma anche raggi di sole tra le nuvole. Il buio avvolgente e le lucciole confortanti. Ma tutto ciò credo che anche un ascolto possa intravederlo e viverlo. Ecco, un fatto che è bene sottolineare e che farò anche in seguito in altri post, è su come ci si dovrebbe approcciare a questo disco e alla maggior parte dei dischi, almeno quelli che si basano prevalentemente sulla musica e nulla o poco sul testo (the five colors rientra nel secondo caso). Un approccio che sia poco “mentale”, che non necessariamente cerchi un testo per capirne un presunto significato o che cerchi di tradurne i suoni in parole. L’esercizio da fare è quello di ascoltare i suoni con le orecchie per trasportarli non tanto al cervello quanto al corpo, sentire le vibrazioni possibilmente con tutto esso e cercar di viverle in quel preciso momento. Ciò che ne possa scaturire non devono esser tanto parole elaborate dal calcolatore centrale, ma emozioni, situazioni, profumi. vibrazioni, immagini che arrivano da dietro la retina e non da sinapsi controllate. Come se per la prima volta ci si trovasse su di una scogliera e si sentisse un profumo che ancora non sappiamo chiamare salsedine, ascoltassimo le onde senza pretendere che ci dicano parole, lasciassimo che la brezza ci accarezzi. Poi la realtà è che tendiamo a fare associazione di idee e a catalogare tutto, e una volta conosciuto qualcosa abbiamo tutto il diritto e il dovere di scegliere se ci piaccia o meno. Ma penso che questo non debba limitare la nostra curiosità  di conoscere qualcosa e fondamentalmente di viverla.

Ecco, mi scusino ancora i Bridges of Königsberg se ho approfittato di The Five Colors per questa epopea, ma mi auguro che questo disco venga ascoltato con questo approccio.

 

 

Bridges of Königsberg – “The Five Colors”

1- Foresight
2- Five Colors
3- The Moon cries for Mars
4- A grain in a Sea
5- Seals & Sanctions
6- Feathers wrapped in metal
7- Gathering spirits (soon to be butterflies)
8- Irrational dream
9- No longer ther e
10- Number seven
11- Have you ever seen a forest

 

 

Anno: 2011
Provenienza: Chicago, USA
Netlabel: Endless Field Studios
Genere: Post Rock, Strumentale
Download: Mediafire


Bridges of Königsberg nel web
Sito Ufficiale
Bandcamp

 

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