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Psi Corps – Shadow Creatures

Se si cerca Psi Corps (o meglio Ψ Corps) in rete attraverso i motori di ricerca è indubbiamente difficoltoso riuscire ad approdare in pagine che abbiano a che fare con la musica. Cercando invece Alisa Coral si incrementano decisamente le probabilità. Il trucco è facile intuirlo, poiché Psi Corps non è il nome di un gruppo musicale ma il nome di un progetto portato avanti dalla stoica Alisa Coral. Già produttrice – musicista – compositrice e altro ancora degli Space Mirrors definito come International Space Metal Collective, “suo” progetto principale. Produttrice e ingegnere del suono dei già citati Vespero, dei Sendelica, Kalutaliksuak, The Re-Stoned e molti altri ancora… Dire che viva di musica è affermare che l’acqua è bagnata… Non di certo rimane con le mani in mano… Neppure quando decide di leggere. Avete presente quando vedete un film, preferibilmente muto, e vi immaginate come potrebbe esser la musica migliore. C’è chi lo ha pensato leggendo un libro. E ne ha tratto una colonna sonora, più di una volta. Questo è la colonna sonora di “Creatures of Light and Darkness” di R. Zelazny, tradotto in italiano letteralmente come “Creature di Luce e Oscurità”. Il confronto con il libro credo sia un percorso da fare, da sperimentare. La musica creata è imponente, impegnativa, densa come una nebbia che ti avvolge e oscura come una notte senza le stelle. Sembra cercare tutti gli spazi vuoti che possano esistere tra i nostri atomi ed impadronirsene, prendervi spazio per poi non andarsene più. Il tutto con una certa calma. Non c’è bisogno di correre. Ovunque tu possa essere ormai sei circondato. Seduto su una pietra inizi a farne parte. A far parte dell’ambiente che ti circonda. Un ambiente cupo, notturno anche di giorno, perché in una foresta fitta di alberi la luce difficilmente riesce a penetrarvi fino in fondo. No, non è un ascolto leggero. No. Sicuramente evocativo. Sono quattro brani, ma ne vale molti di più.

 

 

Psi Corps – “Shadow Creatures”

1- Thrugh the shadow realms

2- Temporal Fugue – The fight

3- Thing that cries in the night

4- Skaggaunak abyss

 

Anno: 2010

Provenienza: Russia

Netlabel: Accessory Takes, Raig

Genere: Space Rock, Kraut RockStrumentale, Book Soundtrack

Download: Mediafire, Opendrive

 

Psi Corps nel web

Myspace

Free Music Archive

 

Articoli

Sea of tranquility

Metal Library (Russo)

 

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Squadra Omega – Le Nozze Chimiche

Purtroppo nonli ho mai visti dal vivo, pur essendo passati qui, a fianco casa mia. Leggo il nome sul volantino il giorno dopo e mi accorgo che non è la prima volta che li sento nominare, non sono di questa zona ma evidentemente capitano diverse volte. Come mai? Mi decido a fare qualche ricerca, e di recensioni se ne trovano diverse in giro. Tutte sull’entusiastico. Tutte che esaltano le performance dal vivo. E già inizio a mangiarmi le mani… erano qui e non li ho visti… Mi accontenterò di ascoltarli, di fegato ne ho uno e non posso permettermi di mangiarmelo. Le recensioni parlano bene di diversi loro dischi, ep o album o 10” che si vogliano chiamare. E mi accodo più che volentieri nel parlarne e riproporre. Altro che accontentarmi. Acclamo. Mi soffermo su un disco alla volta perché tutti assieme sarebbe difficile da riprodurre, sopratutto contemporaneamente. “Le nozze chimiche”. Uno di quei dischi che varrebbe la pena di avere anche materialmente. Un oggetto che risulta stimolante, quasi da stimoli feticisti, o se non piace l’immagine si può presentare come oggetto che stimola compulsione possessiva. In sostanza da avere, ecco. Però è un disco musicale, non solo un’oggetto da esporre sotto una teca debitamente illuminata. E ascoltiamo allora questi brani, lunghi poi brevi, nel frattempo medi, discontinui, liberi… Giochiamo a chi ci possiamo vedere? No, non mi importa. Ci vedo la Squadra Omega, ci sento un gruppo musicale con una sua identità. Sicuramente un punto base di riferimento può essere il cosiddetto Kraut Rock, quel cappello musicale che più che ad indicare un genere preciso indica una zona geografica, Germania, e di fondo, molto fondo, un genere, rock o progressive rock, che non riesce neanche ad indicare precisamente gli strumenti musicli o delle partiture. Un po’ come quando si definisce qualcosa uno spaghetti-qualcosa… Beh, comunque siamo lì. C’è del rock, c’è dello space, c’è del progressive, c’è del jazz, c’è del kraut, c’è della psichedelia, non c’è voce… Ci sono “Le Nozze Chimiche”. E la Squadra Omega ad eseguire, in tutta libertà. A grandi linee si cerca di definire qualcosa che non si conosce, per poi dover arrivare a coniare qualcosa di nuovo. Giochi illusori, quando si ha qualcuno che si sente libero e lo è non lo si può ingabbiare in inutili etichette. Lo si può solo apprezzare. Si può solo buttarsi nell’ascolto. E allora ascolto, di nuovo, e la prossima volta non me li lascio scappare.

Squadra Omega – “Le Nozze Chimiche”

1- Murder in the country

2- Utriusque cosmi II

3- Avviso agli imprudenti

4- Copper

 

Anno: 2011

Provenienza: Italia

Netlabel: Macina Dischi

Genere: Kraut Rock, Avant Garde, Strumentale

Download: Mediafire, Opendrive

 

Squadra Omega nel web:

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Drunken Gunmen – Deep Space, Distant Future

Space rock. Si parla di questo. Tre persone che miscelano strumenti “base” del rock, basso, batteria, chitarra e voce, con molte tastiere e programmazione. In alcuni casi l’aspetto elettronico è decisamente predominante, a partire dalle percussioni in altri casi si “limita” a elementi che paiono di sottofondo. Paiono, e lo sottolineo. In realtà si insinuano. Si mescolano. Si sommano alle distorsioni. Alla voce che sembra parlare, sussurrare  attraverso una scatola di cartone. E alla fine della somma non ha più importanza quali siano gli elementi da cui sei partito, ma solo il totale. Si viaggia nell’etere. La Terra la si vede da lontano, ma non tanto. Si è ancora nella sua sfera magnetica. Ancora se ne distinguono le parti di terraferma: l’Australia è li sotto. Lì sotto e si fa sentire. Eccome. Il suo caldo desertico c’è. Arriva pure quassù. Il serpente che scivola sulle pietre sembra di poterlo toccare, sembra volerci ammaliare. La calura, l’arsura ci raggiunge. Le orecchie ascoltano lo spazio, il corpo sente la terra. Poi finalmente arriva la notte, e si comincia un viaggio tra le luci di una città immaginaria: o sono le stelle? Forse proprio siamo proprio lì, nel mezzo. Non ci si allontana neanche quando la voce lascia tutto agli strumenti, rinfrescano. Un’oasi? Possibile. Magari un alligatore compare. I pistoleri saranno anche ubriachi, ma due cose sono sicure: uno che sono molto legati alla loro terra e che ce lo fanno sentire; due che lo spazio è lì pronto ad esser toccato con la punta del dito. O forse è il contrario? basta lasciarsi cullare in questo binomio particolare, cielo e terra separate ma contemporaneamente presenti. Un piccolo sdoppiamento. L’ascolto non è affatto macchinoso, forse alle volte le basi sono troppo artificiose, ma altre volte sono perfette. Un quarto elemento alle percussioni e sarebbe stato l’ideale. Ma se piacciono calura e spazio ci siamo. E ci sono. 



Drunken Gunmen – “Deep Space, Distant future”

1 – Journey to the far side of the Sun
2 – The thousand light year stare
3 – Solar Traverse
4 – We are visitors to your galaxy
5 – The space machine
6 – Infused
7 – Mr Moon
8 – Shivas decent
9 – Cosmic timebomb
10 – Fractal parsec

Anno: 2003
Provenianza: Melbourne, Australia
Etichetta: Spaced Out Sounds
Download: Mediafire, Archive
Genere: Space Rock, Kraut Rock, Progressive, Instrumental

Drunken Gunmen nel web:
Archive
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Jamendo
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