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It may never end – Such is life

Qualche volta basta spostarsi un poco nello spazio e nel tempo per trovare album interessanti. In questo caso ci si trova in Australia e neanche tanto tempo fa, correva l’anno 2009 che Neil Spicer fece uscire “Such is Life”. Album strumentale di tipologia post rock. Niente voce e solo strumenti. Alcuni brani sono particolarmente lunghi, superano i dodici minuti, ma non per questo poco interessanti. Sono evocativi come giusto che siano. Quando ci si approccia a musica di questo tipo è dalle note che ci si aspetta qualcosa, e Neil Spicer ci riesce. Nonostante le distorsioni che potrebbero allontanare qualcuno, il risultato è molto intimo e personale, suoni che portano all’introspezione. L’ Australia oltre che di onde da surf e squali è fatta anche di deserti, sabbia e sole dirompente. Ed è in queste lande che ci si immerge quando si ascolta questo disco. Il deserto che ti lascia a te stesso, a riflettere e a guardarti dentro. Deserto che sa bruciarti di giorno e gelarti di notte. Deserto che ti lascia nel silenzio più assoluto e che ti assorda con il vento. Vento che ti avvolge con i suoi racconti e ti entra dentro. Poi se ne va. E rimani nuovamente solo ad ascoltarti.
Nel web non si trovano molte informazioni riguardo It May Never End (pochi i link segnalati sotto) ma per chi fosse interessato ad approfondire è attivo su facebook con una pagina dedicata, in cui ascoltare anche brani più recenti.

It may never end – “Such is life”

1- Last light
2- To fall without landing
3- All thet remains is silence
4- And they would never be forgotten
5- Stick & stones
6- For all eternity
7- The saddest story ever told

Anno: 2009
Provenienza: Australia
Netlabel: Burn the nation
Genere:
Strumentale, Post rock
Download: Mediafire

It may never end nel web:
Bandcamp
Myspace
Soundcloud

Vedi anche: Drunken Gunmen
Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons

Drunken Gunmen – Deep Space, Distant Future

Space rock. Si parla di questo. Tre persone che miscelano strumenti “base” del rock, basso, batteria, chitarra e voce, con molte tastiere e programmazione. In alcuni casi l’aspetto elettronico è decisamente predominante, a partire dalle percussioni in altri casi si “limita” a elementi che paiono di sottofondo. Paiono, e lo sottolineo. In realtà si insinuano. Si mescolano. Si sommano alle distorsioni. Alla voce che sembra parlare, sussurrare  attraverso una scatola di cartone. E alla fine della somma non ha più importanza quali siano gli elementi da cui sei partito, ma solo il totale. Si viaggia nell’etere. La Terra la si vede da lontano, ma non tanto. Si è ancora nella sua sfera magnetica. Ancora se ne distinguono le parti di terraferma: l’Australia è li sotto. Lì sotto e si fa sentire. Eccome. Il suo caldo desertico c’è. Arriva pure quassù. Il serpente che scivola sulle pietre sembra di poterlo toccare, sembra volerci ammaliare. La calura, l’arsura ci raggiunge. Le orecchie ascoltano lo spazio, il corpo sente la terra. Poi finalmente arriva la notte, e si comincia un viaggio tra le luci di una città immaginaria: o sono le stelle? Forse proprio siamo proprio lì, nel mezzo. Non ci si allontana neanche quando la voce lascia tutto agli strumenti, rinfrescano. Un’oasi? Possibile. Magari un alligatore compare. I pistoleri saranno anche ubriachi, ma due cose sono sicure: uno che sono molto legati alla loro terra e che ce lo fanno sentire; due che lo spazio è lì pronto ad esser toccato con la punta del dito. O forse è il contrario? basta lasciarsi cullare in questo binomio particolare, cielo e terra separate ma contemporaneamente presenti. Un piccolo sdoppiamento. L’ascolto non è affatto macchinoso, forse alle volte le basi sono troppo artificiose, ma altre volte sono perfette. Un quarto elemento alle percussioni e sarebbe stato l’ideale. Ma se piacciono calura e spazio ci siamo. E ci sono. 



Drunken Gunmen – “Deep Space, Distant future”

1 – Journey to the far side of the Sun
2 – The thousand light year stare
3 – Solar Traverse
4 – We are visitors to your galaxy
5 – The space machine
6 – Infused
7 – Mr Moon
8 – Shivas decent
9 – Cosmic timebomb
10 – Fractal parsec

Anno: 2003
Provenianza: Melbourne, Australia
Etichetta: Spaced Out Sounds
Download: Mediafire, Archive
Genere: Space Rock, Kraut Rock, Progressive, Instrumental

Drunken Gunmen nel web:
Archive
Myspace
Jamendo
Reverbnation

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