Archivi tag: 2011

Squadra Omega – Le Nozze Chimiche

Purtroppo nonli ho mai visti dal vivo, pur essendo passati qui, a fianco casa mia. Leggo il nome sul volantino il giorno dopo e mi accorgo che non è la prima volta che li sento nominare, non sono di questa zona ma evidentemente capitano diverse volte. Come mai? Mi decido a fare qualche ricerca, e di recensioni se ne trovano diverse in giro. Tutte sull’entusiastico. Tutte che esaltano le performance dal vivo. E già inizio a mangiarmi le mani… erano qui e non li ho visti… Mi accontenterò di ascoltarli, di fegato ne ho uno e non posso permettermi di mangiarmelo. Le recensioni parlano bene di diversi loro dischi, ep o album o 10” che si vogliano chiamare. E mi accodo più che volentieri nel parlarne e riproporre. Altro che accontentarmi. Acclamo. Mi soffermo su un disco alla volta perché tutti assieme sarebbe difficile da riprodurre, sopratutto contemporaneamente. “Le nozze chimiche”. Uno di quei dischi che varrebbe la pena di avere anche materialmente. Un oggetto che risulta stimolante, quasi da stimoli feticisti, o se non piace l’immagine si può presentare come oggetto che stimola compulsione possessiva. In sostanza da avere, ecco. Però è un disco musicale, non solo un’oggetto da esporre sotto una teca debitamente illuminata. E ascoltiamo allora questi brani, lunghi poi brevi, nel frattempo medi, discontinui, liberi… Giochiamo a chi ci possiamo vedere? No, non mi importa. Ci vedo la Squadra Omega, ci sento un gruppo musicale con una sua identità. Sicuramente un punto base di riferimento può essere il cosiddetto Kraut Rock, quel cappello musicale che più che ad indicare un genere preciso indica una zona geografica, Germania, e di fondo, molto fondo, un genere, rock o progressive rock, che non riesce neanche ad indicare precisamente gli strumenti musicli o delle partiture. Un po’ come quando si definisce qualcosa uno spaghetti-qualcosa… Beh, comunque siamo lì. C’è del rock, c’è dello space, c’è del progressive, c’è del jazz, c’è del kraut, c’è della psichedelia, non c’è voce… Ci sono “Le Nozze Chimiche”. E la Squadra Omega ad eseguire, in tutta libertà. A grandi linee si cerca di definire qualcosa che non si conosce, per poi dover arrivare a coniare qualcosa di nuovo. Giochi illusori, quando si ha qualcuno che si sente libero e lo è non lo si può ingabbiare in inutili etichette. Lo si può solo apprezzare. Si può solo buttarsi nell’ascolto. E allora ascolto, di nuovo, e la prossima volta non me li lascio scappare.

Squadra Omega – “Le Nozze Chimiche”

1- Murder in the country

2- Utriusque cosmi II

3- Avviso agli imprudenti

4- Copper

 

Anno: 2011

Provenienza: Italia

Netlabel: Macina Dischi

Genere: Kraut Rock, Avant Garde, Strumentale

Download: Mediafire, Opendrive

 

Squadra Omega nel web:

Sito Ufficiale

Myspace

Archive

 

Articoli:

SentireAscoltare

Siren Sound

Indie Eye

Storia della Musica

 

Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons

dUASsEMIcOLCHEIASiNVERTIDAS – “SADITREVNiSAIEHCLOcIMEsSAUd”

Penso che questo sia uno di quei casi in cui bisogni partire dal nome del gruppo in questione. Non è semplice e la grafia con cui lo scrivono aiuta a giocarci sopra, sopratutto per chi il portoghese non lo mastica. Scritto in maniera semplificata diventa “Duas Semi Colchidas Invertidas”, che tradotto diviene “Due semi ottave invertite”. Il titolo dell’album è il nome del gruppo scritto all’inverso. Così, con tono giocoso si presentano, e l’atmosfera permane tutto l’ascolto. Il genere di base della loro proposta musicale è  jazzistico, scelta musicale che gli permette di prendersi molte libertà, che non si rifiutano affatto a prendersi tanto da trascenderne in molti casi. Un altro termine che viene utilizzato per definire il loro percorso musicale è “sperimentale”. Certamente ci può stare come termine, ma in un’ottica in cui essa scaturisca dall’improvvisazione stessa, e dalla voglia di divertirsi e di non fermarsi a degli standard. Il tutto senza scadere in una sperimentazione pesante, macchinosa e fine a se stessa. Senza nemmeno parere supponente e inutilmente calcolata. Ecco, li sto descrivendo per esclusione, o in negativo. Basta invertire i colori che li si vede, o meglio ascolta, nella loro pienezza esplosiva e movimentata. Un ascolto che trasmette energia e fa venir voglia di sfruttarla al massimo. Non è un gruppo al cui concerto si sta fermi seduti in poltrona. No, la voglia che viene è quella di muoversi.

Questa uscita viene segnalata con due etichette discografiche, poiché la prima edizione fu su cassetta nel 2010 e nel 2011 la versione digitale da parte dell’altra netlabel. E il gioco iniziato con il nome del gruppo e del disco continua con i titoli delle canzoni, per cui l’intro finisce come ultima canzone… Errore? Probabilmente gioco. Questo per quanto riguarda l’album in questione, ma di uscite ne hanno avute altre due in precedenza, entrambe rintracciabili dalla Enough Records e consigliabili.
Finite anche le note, si consiglia vivamente l’ascolto.

dUASsEMIcOLCHEIASiNVERTIDAS – “SADITREVNiSAIEHCLOcIMEsSAUd


1- Amnesia
2- Anagrama
3- Apneia
4- 13:13
5- Intro

Anno: 2010 (A Giant Fern), 2011 (Enough Records)
Provenienza: Lisbona Portogallo
Netlabel: Enough Records, A Giant Fern

Genere: Jazz, Strumentale, Psichedelico, Sperimentale
Download: Mediafire

Duas semi colcheias invertidas nel web:
Archive
Myspace

Articoli:
A musica portoguesa
Auxiliary out


Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons

Cava Tapi – La Voce dell’Antenna (Depero un uomo Fortunato)

Walter Salin e Giampaolo Campus sotto il nome di Cava Tapi hanno presentato questo originale lavoro “La voce dell’antenna (Depero un uomo Fortunato)”, che trova difficile collocazione sotto delle etichette. Solitamente su queste pagina si parla di album, o dischi, e in qualche maniera tale proposta si può definire. Ma andrebbero aggiunte dei chiarimenti. Sicuro abbiamo i due musicisti di cui sopra, ai quali dal vivo si aggiunge Sergio Camedda. Sicuramente una netlabel, la Parafonica, etichetta trentina. E sicuramente una serie di tracce. Che è meglio non definir da subito brani. Basti leggere la parte tra parentesi del titolo che si capisce di chi si andrà a parlare: Depero. Artista futurista della prima metà del secolo scorso. I Cava Tapi mettono in scena alcuni dei suoi lavori, e li interpretano a livello musicale. Lo interpretano con strumenti conosciuti, ma anche con altri che non ci si aspetterebbe di sentire. Ci vogliono raccontare di un macchinario che fu utilizzato per la stampa di un suo libro, ma non si accontentano di dircelo, ci fanno sentire la macchina stessa. Certo Depero visse in alcuni luoghi particolari, perché dirlo e basta? No, per quello basta scrivere, in questo contesto contano i suoni, e allora field recording e si propongono all’udito dell’ascoltatore. Quello che viene proposto potrebbe esser definito una sorta di docu – disco, in cui si documenta sonoramente un artista e le sue idee. Ma limitarsi ad una etichetta sarebbe riduttivo, poiché non si limitano a narrare freddamente i punti salienti di una vita o a maggior ragione delle linee guida artistiche di Depero. Le fanno proprie e le elaborano. Il lavoro è stato pubblicato nel 2011 e rappresentato nel dicembre dello stesso anno, ma ha inizio nel 2008. Il risultato arriva a godere di vita propria. Di certo un ascolto impegnativo, impegno ben motivato.

Cava Tapi – “La voce dell’antenna (Depero un uomo fortunato)”

1- Nato ciuci (Carla Amadori)
2- Alla baionetta (strumentale)
3- Alla baionetta
4- Rosetta (Carla Amadori)
5- La voce dell’antenna 1
6- Campanelli
7- Macchina monella
8- Verbalizzazione astratta di signora
9- Urania, Milano 1909 (Marco Zamboni)
10- La voce dell’antenna 2 (antenne)
11- Ta ta tara tatat ta
12- La voce dell’antenna (strumentale)
13- Oltre via dei colli (Iva Gaifas)
14- Subway
15- La voce dell’antenna 3 (silenzio)
16- Montagne russe a Coney Island
17- Gioia ebete di pazzo
18- New York (Carla Amadori)
19- La voce dell’antenna 4 (meditazione)
20- Festa di bambini – Strilli
21- La voce dell’antenna 5 (pausa)
22- Ponte lunare

Anno: 2011
Provenienza: Italia
Netlabel: Parafonica Netlabel
Genere: Avanguardia, Futurista
Download: Mediafire

Cava Tapi nel web:
Archive
Myspace 
Facebook

Video:
“La festa dei Bambini”
“La voce dell’antenna 1″
“Urania 1909″
“Oltre via dei colli” 
“Alla Baionetta”


Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons

The Freak Fandango Orchestra – Tales of a dead fish

La vita è fatta anche di divertimento, di allegria e di immagini e suoni bizzarri e ilari, e The Freak Fandango Orchestra è decisamente d’aiuto in tal senso. Basti iniziare dal titolo del disco: Racconti di un pesce morto. I Monthy Pyton riuscirono a far presentare un loro film (Il senso della vita) da dei pesci. Ora ci si immagina che uno di essi ci abbia lasciato e che abbia da raccontare. In realtà si inizia con un allegro requiem per lui ed addirittura la morte diventa motivo per ballare. Poi si continua con i titoli e il secondo brano si chiama In ritardo come al solito (Late as usual) che va in netto contrasto col titolo della penultima: All’inizio (At the beginning). Non è dato sapere quanto di voluto ci sia in questo gioco di titoli, ma lo si trova e mi diverte. E’ un gruppo composito da diverse persone con diverse provenienze e culture d’origine uniti dalla voglia di muoveri a suon di note. Il risultato c’è e si fa sentire. Si dice i riferimenti siano la No Smoking Band, Emir Kusturika compreso, ed i Gogol Bordello. Gipsy Punk e Balcani insomma. Sicuro che questi elementi ci sono, sopratutto nelle idee di fondo. La realtà si sa esser molto più complessa e pensar ai FFO come un clone dei precedenti sarebbe a dir poco riduttivo. In realtà le influenze sono decisamente maggiori accrescendo così una propria personalità e valore al loro lavoro. Basta ascoltarli.
Buon divertimento!

The Freak Fandango Orchestra - “Tales of a dead fish”

1- Requiem for a fish
2- Late as usual
3- Balkan beats
4- No means no
5- Hitman’s lovesong feat. Paola Graziano
6- At the beginning
7- Hitman’s lovesong

Anno: 2011
Provenienza: Spagna
Netlabel: ?
Genere: Gipsypunk, Balkan
Download: Mediafire

The Freak Fandango Orchestra nel web:
Sito Ufficiale
Bandcamp
Jamendo
Free Music Archive 

Articoli:
Recent Music Heroes
Frostclick

Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons

Wacky Southern Current – In a Realm of Uncertain Summer

Nome da band anglofona, magari dal sud degli Stati Uniti d’America, in realtà una persona, italiana dal nord peraltro. Marco Cervellin, dal cognome tipicamente veneto, proviene da Treviso, città che non ha da offrire solo sindaci pistoleri (e pistola) e mobili. Zona di guerra, di resistenza. Nella prima contro lo straniero, nella seconda contro il fascismo. Zona che appunto ha da proporre molto anche attualmente e Marco Cervellin ce lo dimostra con il progetto Wacky Southern Current, ormai alla terza e recente uscita. Album strumentale, ovviamente dalle molteplici influenze, c’è chi vi trova influenze da Air e Morricone, fatto che può anche starci. Dirlo può esser d’aiuto a chi non abbia ancora ascoltato. Più che altro personalmente in questo disco trovo molto appropriato il “Southern” del nome del progetto. Si sente la calura, il vento che scorre nelle lande, l’arsura ipnotica che crea illusioni, si vede anche il mare con i suoi racconti… Di immagini se ne ricreano tante ed interessanti. Ci accompagna dolcemente alla visione di ciò che ci circonda, al vivere noi stessi in totale rilassatezza. Discorrere come sto facendo alle volte è anche inutile. Sono molte le sensazioni positive che si provano all’ascolto, e vanno solo provate.

Wacky Southern Current – “In a Realm of Uncertain Summer”

1- Intro
2- Theme from an Uncertain Summer
3- Eaten by Your own Sun
4- West of the Dam
5- The Nearest Star
6- Naked Mountain Song
7- Dream Sequence
8- New Towns
9- Eventide

Anno: 2011
Provenienza: Treviso, Italia
Netlabel: No Source
Genere:
Post Rock, Strumentale
Download: Mediafire

Wacky Southern Current nel web:
Soundcloud
Archive: 1,  2, 3.

Articoli:
The Sirens Sound
Netlabel Life
Free Albums Galore (riguardo disco precedente)


Ascolta anche nella pagina Musica Creative Commons