Nell'Arcipelago Esterno

Proesia Estiva

Fu forse il suono del fiume
che scorreva languido
sotto il peso dei raggi
d’un sole accaldato?
Fu forse il profumo della terra
che arsa d’estate
trasformava in sabbia
il suo stesso essere?
Fu forse il cerbiatto
che banchettava inconscio
di una festa non sua
o lo struzzo curioso
che riposava all’ombra
di un giorno come altri?
Sì, fu il tempo
il tempo trascorso
in libertà, nella libertà
d’amare ed esser amati