Piccola Orchestra Gagarin – Platos Combinados

 corsicanskaya

Per una volta inizio un post non con il titolo disco/nome band ma con un video. Prima una precisazione doverosa: non credo sia sotto licenza Creative Commons, con tutto ciò che ne consegue. Però trovo che questo video della Piccola Orchestra Gagarin possa essere un’ottimo biglietto da visita e una buona presentazione della band. Non so che impresionila visione di queste immagini possano dare ad uno spettatore, ma corrispondono in buona parte a quelle che mi ero ricreato ascoltando la musica di Platos Combinados. Atmosfere quasi “d’altri tempi” o anche d’altri luoghi. Tre viaggiatori che si incontrano in una locanda pubblica ed iniziano a parlare tra loro. Invece che le parole usano le note. Ciò che ne esce è un discorso unico, nuovo. Farina, uova e burro. Tre elementi decisamente diversi tra loro ma che si uniscono e ne esce una torta. Buonissima. E personale. Possono cambiare i dosaggi, e basta un minimo che si riconosca uscire qualcosa di nuovo, dove l’importanza non è tanto il fattore novità, una torata è pur sempre una torta, ma qualcosa di unico, che solo con quel dosaggio degli ingredienti momentaneo e personale che crea identità. Come al solito questo è uno di quei casi appunto in cui le etichette sono o troppo vaghe o troppo precise e rimandanti a qualcosa di immaginariamente completamente diverso. Indie rock, così anche li ho visti definire. Sicuramente hanno elementi di questo tipo. Indie lo sono, come chiunque non sia conosciuto a livello massivo. Rock possibilmente anche, richiami in tal senso vi possono essere. Di fatto non c’entrano nulla con l’immaginario comune dell’indie rock. Loro altresì si definiscono sperimentali ed improvvisativi. Altri due elementi che si possono applicare a tutto. Basti pensare ad un concerto jazz in cui di base si improvvisa e in cui si cerchi di uscire dagli standard. Ecco. Non è un disco jazz. Sembra quasi un viaggio. Magari dello stesso Gagarin. Lo spazio, la luna, le immensità interplanetarie. Ma… il tutto visto dal circolo di campagna negli anni sessanta. Televisore in bianco e nero, gente che il domani luna o non luna sarà sempre lì, gente che si ritrova per stare in compagna, per parlare, per suonare. E il cerchio si chiude. Col naso su immagini in bianco e nero, ascoltare questa chiacchierata composta da musica.

 

ps: una nota importante. La piccol orchestra gagarin è formata da: Sasha Agranov, Russia (cello, loops); Sasha Agranov, Italia (cello, loops); Oriol Roca, Spagna (drums, objects). Il luogo Barcellona.

 

Piccola Orchestra Gagarin – “Platos Combinados”

1- Rampa di lancio
2- Camino a la nave
3- Mercado de chatarra
4- Corsicaskaya
5- Kep in orbit
6- May day el dia que fal la nave
7- Double agent flirting with the enemy
8- Budim Zdardovi
9- Que hacemos
10- Rave en el anillo de Saturno
11- Takhatova landing in a wrong place
12- Nine whole lives

 

Anno: 2010
Provenienza: Italia, Russia, Spagna
Etichetta: Whatabout Music, le Arti Malandrine
Genere: Indie Rock, Sperimentale, Improvvisazione
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