Cosmonaut

Good Morning Finch “Cosmonaut”

Cosmonaut[box]Good Mornin Finch – “Cosmonaut”
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Licenza: Creative Commons BY NC SA

Anno: 2013
Provenienza: Agrigento, Italy
Netlabel: ??
Genere: Post Rock, Instrumental

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E pensare che il suono nello spazio dice che non si senta. Forse ad usare delle cuffie si risolverebbe il problema. O forse ancora all’interno di una navicella non si avrebbero questioni. Ecco. E come ogni mattina gli occhi si riaprono dal quotidiano sonno. Solo che ciò che ci si presenta alla finestra non è il solito palazzo o tenui raggi di sole filtrati dall’atmosfera. Ci si presenta nella sua pienezza lo spazio. Anzi, Spazio. All’inizio del disco siamo nella fase di riattivazione dei sensi, il suono leggero, uno Spazio che ci si presenta diafano, quasi timido. GLi occhi si sgranano e prendono la misura della nuova vista, il cuore inizia a battere più frequente e il sangue riattiva pian piano i vari sensi. Si prende coscienza di dove siamo. Il cervello connette, incornicia il quadro e si comincia a voler comunicare. Ma le parole non escono, forse non ne esistono ancora per quello cui ci troviamo di fronte. Proviamo con suoni, a partire anche da quelli vocali, ma suoni. E di fatto ci troviamo immersi con tutti i sensi in un nuovo universo. Lo si inizia a vivere, a sentircisi immersi con tutto il corpo. Si inizia ad interagire con esso. E con l’ultimo brano lo si inizia anche a viaggiare. un cammino che non è privo di intoppi. Si affronta la paura, il rifiuto. E poi l’accettazione della nuova situazione. E il viaggio continua. In questa chiave di lettura ci troverebbe di fronte ad un cliffhanger. Cosa succederà al cosmonauta ora che ha preso coscienza di esser nello spazio? Ce la farà a continuare in questa nuova realtà? Farà scoperte? E via dicendo… Un Ep che può esser letto, o meglio, ascoltato, come ottima introduzione ad una serie di avventure, racconti sonori in ambientazione spazio.
Un disco uscito alla fine di Marzo, scoperto grazie ad alcune dritte di persone attente, il giorno stesso dell’uscita. Un Ep che comunque in pochi giorni dall’uscita ha ricevuto già diverse segnalazioni. Un Ep che mi ha colpito al primo ascolto, ma che per qunto mi riguarda ha meritato qualche ulteriore ascolto prima di arrivare a scrivere qualche riga, ha trovare la chieve di lettura. L’impressione rimane ottimale. Raramente si riesce a dare un filo conduttore a tutto un disco, seppur con “poche” tracce. E come si sarà capito dalle righe precedenti questo è uno di quei casi. E a parer mio non è fatto di poco conto. Una capacità che va oltre il singolo brano, una visione d’insieme che non si accontenta di assemblare diversi pezzi e dargli un nome. Ora si aspetta il seguito della narrazione. Un progetto che merita, e che dovrebbe prendersi i propri spazi, non aver paura di sviluppare di più anche il singolo brano e osare a scrivere i capitoli successivi di un racconto che si trova solo all’inizio.

 

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